lunedì 18 marzo 2013

La televisione: disinformare per distrarre



Il 13 marzo è stato eletto il nuovo Papa. Si è trattato di un grande evento mediatico. La televisione italiana ha seguito l’evento dal conclave all’election day; per non parlare del dopo elezioni. Le diverse emittenti hanno dedicato speciali, mandato in onda fiction, documentari per l’occasione. Si sono sprecati commenti, ragionamenti, ipotesi che prevedessero in anticipo il nuovo successore di Pietro. I programmi hanno indagato, con curiosità morbosa, nel suo passato; con I’effetto che i telespettatori sono stati bombardati tutti i giorni e a tutte le ore da notizie, immagini del Papa. A mio avviso, abbiamo assistito a un’alterazione della percezione del fenomeno: la televisione ha amplificato oltremodo la portata dell’evento, tanto che papa Francesco è diventato l’oggetto dell’interesse, dei discorsi  di molti. Per una settimana, gli italiani –una parte- si sono distratti dai problemi quotidiani del paese: non si sono interessati della disoccupazione, dell’instabilità politica. La tivù, quindi, ha dimostrato, più che informare, di disinformare: intercettando il bisogno di speranza, di positività, ha selezionato un argomento da propinare per deviare l’attenzione e le preoccupazioni delle persone verso uno sbocco alternativo, il quale sbocco regalasse loro, attimi di spensieratezza, di felicità. Un vero e proprio strumento di distrazione di massa; e probabilmente Adorno, filosofo della Scuola di Francoforte, il quale sosteneva che i mass media sono il più subdolo strumento di manipolazione delle coscienze, oggi affermerebbe: “Io ve l’avevo detto!”.

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